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Locandina.
Città di Castelleone e Associazione Famiglie in Cammino invitano le società sportive del territorio alla formazione obbligatoria in tema di - Vai alla lettura

Tanti auguri ai soci, agli amici, a quanti ci hanno seguito, a chi vorrà continuare a camminare insieme con curiosità. - Vai alla lettura

Locandina.
La consulta giovani del Comune di Castelleone organizza, in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne, un incontro - Vai alla lettura

Hanno detto di noi...

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Testata: W=Frame.

Mi chiamo Patrizia Pedrazzini, abito in provincia di Cremona. Svolgo la libera professione come assistente sociale e sono docente a contratto nel corso di laurea in Servizio Sociale- Università Bicocca.

Di cosa ti occupi?

Ho lavorato per molti anni in un Comune come responsabile dell’area servizi alla persona. Per molti anni ho progettato e realizzato percorsi rivolti alle donne straniere sia per fornire strumenti di integrazione sia per facilitare processi di inclusione nella comunità anche coinvolgendo le dirette interessate. Questa vicinanza mi ha consentito sia di conoscere più da vicino le culture d’origine sia di costruire relazioni di fiducia dentro le quali alcune donne sono riuscite a nominare storie difficili e anche di violenza. Tra i ricordi più belli c’è anche una storia di amicizia tra una donna araba e una donna indiana nata nel corso di lingua: mi era difficile comprendere come facessero a capirsi (parlavano lingue diverse e la conoscenza dell’italiano era molto basica) ma loro si intendevano e si aiutavano.

Nel lavoro di supervisione ad assistenti sociali trattiamo spesso vicende complicate in cui le donne spesso sono protagoniste o come caregiver o come vittime di violenze intrafamiliari. Nel primo caso la supervisione è finalizzata a cogliere le fatiche, a non dare per scontato l’obbligo del prendersi cura, ad individuare modi per sostenere fattivamente il lavoro di cura. Nel secondo caso, in particolare quando le donne appartengono a culture altre, si cercano modi per avvicinare e per conoscere nel rispetto sia delle culture di origine sia della legge italiana. Nell’un caso e nell’altro si tratta anche di decostruire stereotipi.

E per quanto riguarda il lavoro in università?

In università ove incontro quasi esclusivamente giovani donne. Ogni anno, a novembre, tratto della giornata internazionale contro la violenza alle donne: in genere le studentesse sanno che esiste, quasi nessuno sa perché si tiene il 25 novembre, quasi nessuno ha avuto la possibilità di trattare il tema della violenza nei percorsi scolastici precedenti. Nel poco tempo che ho a disposizione mi soffermo sull’attenzione alle relazioni e quasi ogni anno incrocio sguardi che dicono di esperienze negative.
E un altro impegno, non un lavoro ma è un impegno, l’ho come presidente di una associazione – Famiglie in cammino – di cui sono stata anche socia fondatrice 25 anni fa. Tra le proposte anche dei percorsi sulla prevenzione alla violenza di genere.

Perché ti appassiona?

Mi è sempre piaciuto incontrare le persone, conoscere le loro storie, cercare insieme i percorsi per affrontare condizioni di sofferenza. E anche riconoscere il valore politico del lavoro sociale.

Qual è la sfida più grande che il femminismo deve affrontare oggi?

Trovare il modo di trattare questi temi con le giovani generazioni. Se le ricerche ci dicono che sono tutt’ora ben presenti stereotipi indicatori di un mancato riconoscimento delle forme della violenza e se il presidente del Tribunale di Milano dice che tra gli autori di violenza alle donne vi sono uomini anche molto giovani, questo significa che la cultura patriarcale è tutt’ora presente e pervasiva.

E quale sarà la sfida più grande domani? Tra 10 anni, per esempio.

Una parità vera, non solo dichiarata o auspicata.

Tre nomi di donne che, secondo te, hanno fatto la storia del femminismo.

  • Virginia Woolf.
  • Nilde Iotti.
  • Betty Friedan.

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Testata: CremaOnline.

Il comune di Castelleone, in collaborazione con la rete bibliotecaria e l’associazione famiglie in cammino organizza l’iniziativa Libri per i piccolissimi dedicati ai bambini dai primi mesi ai tre anni di vita. L’appuntamento è sabato 22 novembre alle 11 presso la biblioteca Virgilio Brocchi. La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione entro il 19 novembre al numero 0374356345 dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 12.

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Testata: CremaOnline.

di Denise Nosotti

Il comune di Castelleone ha sottoscritto il patto per lo sport con le società sportive locali. Come ha illustrato il sindaco Federico Marchesi, “mette al centro il benessere e la tutela dei giovani sportivi, proprio nei luoghi in cui svolgono attività sportive. Si è rilevato una sempre maggiore preoccupazione per fenomeni di malessere dei giovani che colpiscono anche al di fuori dall’ambiente scolastico. Per questo il progetto patto per lo sport si propone di fornire una formazione ed un supporto specialistico a tutti gli allenatori e dirigenti dello sport rivolto ai minori, per individuare e prevenire i casi e fornire gli strumenti adatti per poterli affrontare. Si tratta di un progetto assolutamente innovativo e presentato per la prima volta in provincia di Cremona”.

Collaborazione con quattro società

Il comune di Castelleone, l’associazione Famiglie in Cammino e le principali società sportive del territorio hanno sottoscritto il patto finalizzato alla tutela dei minori in ambito sportivo. Hanno aderito le quattro principali società sportive di Castelleone: Polisportiva Oratorio, Fc Calcio Castelleone, Liberi e Forti e Asd Atletica Castelleone. Venerdì 3 ottobre in municipio è stato formalmente firmato il patto, con l’auspicio che anche tutte le altre associazioni lo sottoscrivano prossimamente. Il patto nasce come sperimentazione, unica nel suo genere, di una modalità per affrontare situazioni complesse che gli allenatori e i dirigenti sportivi si trovano a gestire e che vanno ben oltre le tradizionali competenze tecniche e relazionali richieste dal loro ruolo. Vi sono episodi di violenza e manifestazioni di malessere: difficoltà che richiedono un approccio integrato e multidisciplinare, capace di sostenere concretamente chi opera attivamente nelle società sportive.

Supporto concreto

L’obiettivo del patto è quello di offrire un supporto concreto agli allenatori, dirigenti e a tutte le figure coinvolte nel mondo sportivo, compresi i genitori dei giovani atleti, affinché non si sentano isolati di fronte a problematiche delicate o difficili da gestire. L’associazione Famiglie in Cammino offre uno spazio di ascolto in cui confrontarsi su situazioni che necessitano un approfondimento e sguardi professionali oltre a quelli dell’allenatore o del dirigente sportivo. Nella sede di via Beccadello,  dirigenti, allenatori e genitori potranno dialogare con un’équipe di esperti composta da psicologi, assistenti sociali, educatori e, se necessario, consulenti legali, per affrontare e approfondire le problematiche presentate. Oltre alla consulenza individuale si cercherà di favorire il reperimento di risorse, servizi e competenze specifiche, qualora necessarie, per affrontare efficacemente le criticità segnalate.

Collaborazione con il volontariato

Anche la formazione proseguirà nei prossimi mesi. Incentivare, in collaborazione con altre realtà del volontariato, la diffusione di una cultura sportiva improntata al rispetto e alla non violenza, sia durante le attività in campo sia sugli spalti. Il patto sarà sperimentato per una durata iniziale di un anno e per le società sportive non sono previsti costi di partecipazione. L’efficacia del patto sarà monitorata e valutata da un gruppo di lavoro in cui saranno rappresentati tutti i soggetti coinvolti.

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